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Le
origini dei cilii non sono molto note, ma sembra che siano l'evoluzione
degli intorci grandi, voluti dal canonico netino Pietro Ansaldo nel 1620.
Difatti questi lascio una cospicua rendita per abbellire la processione
del 19 febbraio che lo stesso canonico definiva come la vera festa, dato
che tale giorno segnava la morte del Santo. All'origine erano previsti
solo due intorci grandi portati dai devoti del Santo, che anno per anno
venivano aumentati di due fino al raggiungimento di 12 unità. Certo non si
parla di "cilii" veri e propri, ma l'introduzione di questi intorci grandi
che avrebbero dovuto illuminare l'arca argentea di San. Corrado, possono
essere considerati la nascita dei "cilii" che noi oggi vediamo. Il
termine "cilii" viene menzionato, per la prima volta, solamente nella
descrizione della processione di San. Corrado fatta da Giuseppe Pitrè in
"Feste Patronali in Sicilia" del 1900. L'idea del canonico Pietro Ansaldo
di far fermare il numero dei "cilii" a dodici fu ben presto superata,
infatti l'inserimento dei "cilii" fu ben accolto dalle famiglie nobiliari
del tempo che la fecero a gara per possedere un proprio "cilio" ,
ritenendo motivo d'orgoglio la partecipazione alle processioni di
San. Corrado con un "cilio" del proprio casato, che spesso veniva
portato da un loro familiare o da un loro servitore. Oggi la maggior parte
dei "cilii" sono di proprietà degli stessi portatori, ciò nonostante vi è
ancora qualcuno che porta il "cilio" per conto di qualche famiglia nobile
come ad esempio quello del Principe Nicolaci di Villadorata che è stato
affidato all'associazione "portatori dei Cilii" per essere portato in
processione. Oggi tutti i portatori dei "cilii" sono associati e vestono
un'unica divisa che per la processione di febbraio è costituita da un
giubino di colore verde, colore scelto in quanto uguale al drappo che adorna l'urna di San.
Corrado al di sotto dei grifoni,
e da scarpe e pantaloni neri, mentre per la
processione di agosto, la divisa è costituita da una polo di colore
bordeaux, colore scelto in quanto uguale ai colori della bandiera della città di Noto, e da pantaloni e scarpe nere.
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